Storia

 
 

Non è semplice inquadrare le origini della band, ma esse affondano nei primi anni '90, quando Isi (già Roy Patterson) e Matt (già Sky Freeman) cominciano a far del male a basso e chitarra. La loro prima formazione sperimentale, gli Apes and Birds in cui Roy è vocalist, vede alcuni amici agli altri strumenti. Principalmente ricordiamo il Licas (già Droy Leeman), con il quale verranno poi decisi i primi passi dei neeons. Indimenticabili (purtroppo) le hit Pablo Escobar e Gimme the key. Droy, esasperato dai ritmi con cui vengono effettuate le prove, lascia il gruppo, assicurando solo il proprio sostegno morale. Altri componenti notabili nelle formazioni di passaggio (foto 1) furono dapprima Magilla, Capp e Giacomo, poi Treviggio e Luca S.
Mentre viene scelto il nome che li accompagnerà fino allo scioglimento, cresce la voglia di fare sul serio e viene contattato, tramite le bacheche dell'università (sigh...), il cantante Zac. Dotato di notevole estensione vocale, egli risulterà la vera chiave di volta della nascente band.
Tuttavia il gruppo non decolla e Zac decide di tentare anche altre strade, cantando nel contempo con gli Urania. Ma questa esperienza dura poco e il cantante decide di dedicarsi totalmente ai neeons, portando in dote da quella formazione il batterista Flash, con esperienza inoltre di lissio, e un chitarrista che a breve esce dal gruppo. Al suo posto entra il Ponch, compagno universitario di Roy, già con i Falsi d'Autore.
E' la formazione definitiva, datata 1994, che per i successivi tre anni sconvolgerà gli equilibri rock della città.

Le prove si tenevano all'ex-Macello di via Cornaro, in un locale messo a disposizione di vari gruppi.

Il primo concerto è tenuto a due sole settimane dall'entrata di Ponch nel gruppo, presso la casa dello studente "Goito"; in breve seguirono altre case dello studente ("Nievo", "Goito", "Nievo", "Goito", ecc.) e i primi locali.

Tra i vari locali che sono famosi per aver ospitato i neeons citiamo:

The Tube a Limena, in cui oltre alla band era difficile far entrare qualcun altro. Pagava poco o non pagava affatto, "anche perché noi" - ricorda Flash - "spesso bevevamo per più di quello che si era pattuito".

Al Vecchio Arzere di Villafranca. "Non è vero," - nota Isi - "non ci abbiamo mai suonato. Era compito del Ponch procurare l'ingaggio, ma non l'ha mai fatto". Il Ponch commenta: "Già".

Il Piccadilly di Curtarolo. "Era il locale top all'epoca, suonarci voleva dire essere arrivati." - commenta Matt - "Noi ci abbiamo suonato qualche volta, la prima era un 21 luglio, mi ricordo bene le imprecazioni di Claudio, il gestore, per l'impianto di condizionamento che non andava". "Già," - aggiunge Isi - "era al telefono con qualcuno urlando di essere al forno crematorio dell'inferno, eh eh. Comunque se a lui i gruppi non piacevano staccava la luce, dicendo che non si poteva più continuare... a noi non è mai successo!". "Ricordo che una sera un tizio, durante la pausa-birra" - dice il Ponch - "mi si è avvicinato e mi ha detto 'state spodestando i ** **** ', allora i veri padroni (musicalmente) del locale". Flash ricorda che "la gente ballava sopra ai tavoli e davanti a noi. Era bellissimo."

Arpaxs-La Capannina, sul monte Lonzina, colli Euganei, PD.

Rock'n'Blue. Vincono il concorso per bands emergenti organizzato dal locale di Vigonza. Grazie a questa vittoria registrano in studio "Il Fiore", la loro prima canzone (pure l'unica).

Alternative Pub, Vigonza. Locale che vide gli ultimi concerti dei Neeon Flower, nonché le ultime prove. Flash: "Crispino ci diede l'opportunità di provare e suonare nel locale, e ci pagava a birra, molta birra. Solo così riuscivamo a intenderci con Neno, il numeroddue del posto a cui bisognava dedicare l'intro di 'Born to be wild', e a comunicare con il Commodoro, il cuoco, che viveva in perenne stato alterato dall'alcool o qualcos'altro."

Inoltre
Feste dell'Unità. A quella di Piazzola ricevono il più alto ingaggio di sempre (400 mila lire!). Il concerto fece schifo: "sul palco non riuscivamo a sentirci, pioveva e c'era poca gente", rammenta il Ponch.

In quel periodo venne a Milano a suonare Lenny Kravitz; Isi e Zac andarono a vedere il concerto.. Durante la coda per entrare vennero riconosciuti da alcune persone che, da un'altra zona, gridarono: "grandi Neeon Flower!". La band era ormai una realtà.

I concerti nei locali e per gli amici continuarono. Memorabile fu la trasferta a Campsirago (LC), a cui Matt non poté partecipare per gli impegni di studio: "Non c'ero, un vero peccato. Mi mangerei le dita se non mi servissero per metterle nelle prese elettriche".
E così di concerto in concerto, fino alle prime avvisaglie di crisi. Una sera in sala prove arrivò un mentecatto con la piletta in mano, accusando i nostri di far troppo rumore e troppo tardi con le prove. "Che rottinculo... non era vero" - afferma Isi -"Attaccavamo alle 21 e finivamo tassativamente alle 23, eravamo molto ligi sugli orari... probabilmente venimmo scambiati per uno degli altri gruppi della sala, ma tant'è... A breve lo spazio ci venne tolto, e cominciammo a provare all'Alternative Pub di Vigonza, dove abbiamo fatto anche molte serate". Ma la saletta era l'ambiente ideale, dopo non fu più la stessa cosa.

Pochi mesi dopo - era il 1997 - Zac decise di lasciare il gruppo e dedicarsi completamente all'imminente laurea. I quattro superstiti cercarono di continuare in attesa di una nuova voce, che non arrivò. Era chiaro che il giocattolo si era rotto e a malincuore i Neeon Flower si sciolsero.